

CENTRO STUDI CARIANI
di CIVITANOVA MARCHE
[ Ultimo aggiornamento 7-02-2013 0:29 ]
Dal Corriere Adriatico del 5 dicembre 2012
Programma dell'iniziativa "Una Corona per Annibal Caro" - Civitanova Marche Alta 5 - 8 dicembre 2012
http://www.advesperas.com/caro/Corona_della_Morte/home.html
ANNIBAL CARO A NAPOLI
di Gianfranco RomagnoliNella mia rassegna di marchigiani illustri che hanno avuto significativi rapporti con il Regno del Sud nelle sue varie espressioni storiche, non posso certo trascurare un grande letterato del Cinquecento, Annibal Caro, il cui nome ci è noto dai banchi di scuola, se non altro per la traduzione dell’Eneide con la quale ci siamo cimentati nei nostri studi.
Annibal Caro nasce a Civitanova Marche nel 1507 da una agiata famiglia borghese, e riceve la prima formazione umanistica da Rodolfo Iracinto, letterato marchigiano nativo di Monterubbiano, detto Il Teramano per aver soggiornato a Teramo.
Entra in rapporto con Monsignor Gaddi nel 1525 come precettore di Lorenzo Lenzi, nipote del prelato, e segue il suo mentore dapprima a Firenze, poi a Roma ove entra nell’Accademia dei Vignaioli e, nel 1533, a Napoli.
Nella città partenopea, già allora vivo centro culturale, conosce l’illustre letterato Bernardo Tasso (ancor oggi noto per essere stato il padre del grande poeta Torquato, nonché autore del più lungo poema della letteratura italiana) ed il poeta di ispirazione petrarchesca e premarinista Luigi Tansillo. A Napoli ha modo di incontrarsi anche con il grande filosofo rinascimentale calabrese Bernardino Telesio.
Conosce anche lo scrittore spagnolo residente a Napoli Juan de Valdés, un filoerasmiano in odore di eresia, e stringe saldi rapporti con il circolo intellettuale detto Valdesiano, fondato dallo stesso Valdés nella sua abitazione partenopea e che Donna Giulia Gonzaga accoglie nella piccola corte che ha creato nel castello di Fondi: ne fanno parte, tra gli altri, Caterina Cybo, Vittoria Colonna, Francesco Berni, Sebastiano del Piombo. A Giulia Gonzaga è rivolta una lettera, pubblicata in Lettere scelte di Annibal Caro, Oratorio di San Francesco de Sales, 1873. Nel volume Lettere familiari del commendatore [dell’Ordine di Malta] Annibal Caro troviamo anche una lettera a N. Ravaschiero, generale Zecchiero del Regno di Napoli, più volte richiamato anche nella sua corrispondenza con altre persone.
Invero, nel suo copioso epistolario può vedersi come il Caro non abbia mai dimenticato Napoli e le amicizie che vi strinse: così ad esempio, in una lettera datata Roma, 5 gennaio 1549 indirizzata a Gerolamo Ruscelli, traduttore e commentatore della Geografia di Tolomeo, vediamo richiamati con affetto i nomi di M. Bino; di Giacomo Antonio Frescaruolo “dal quale ricevei in Napoli molte amorevolezze”; della Marchesa del Vasto; di Isabella Marriche e di Lionardo Cardona.
Annibal Caro, tuttavia, non tornerà più a Napoli: stabilitosi a Roma al servizio del Cardinale Alessandro Farnese e ricolmo di fama e di onori, vi morì nel 1566.

(Modulo di iscrizione al Centro Studi Cariani di Civitanova Marche)
Gli Atti della seconda giornata di studi del Convegno “Annibal Caro a Cinquecento Anni dalla Nascita” possono essere consultati presso queste Biblioteche nazionali.
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