Annibale Caro
"Godi, Patria mia cara, or c’hi tuoi figli Così tranquillamente in pace accogli..." (Annibale Caro, Alla città natale)

CENTRO STUDI CARIANI
di
CIVITANOVA MARCHE

Manifesto delle celebrazioni per il 340esimo della morte - 1566 / 2016

 


 

 [ Biography of Annibal Caro ]

[ Ultimo aggiornamento 30-11-2016 18:30 ]

 

 


 

 


 

Antico frontespizio della Corona della Morte di Annibal Caro - Biblioteca Mozzi-Borgetti di Macerata (g.c.)

Frontespizio dell’opera “Corona della Morte…”, Venezia 1568 (Biblioteca Comunale “Mozzi Borgetti” di Macerata, g.c.)

Alle ore 22.20 di mercoledi 6 giugno 2007, nella chiesa di San Paolo Apostolo, si è tenuto un Concerto del Collegium Vocale Crypta Canonicorum di Grottazzolina (FM), diretto dal Mo Emiliano Finucci, tratto dalla “Corona della Morte di Annibale Caro – 1568". Sono stati eseguiti per la prima volta i nove madrigali che costituiscono il "cuore" dell'intera opera di 24 madrigali.

Formatosi nell’ottobre del 1993 per opera di alcuni giovani, desiderosi di studiare, secondo la prassi esecutiva propria di ogni periodo storico, il repertorio corale che dal gregoriano arriva fino ai nostri giorni, il Coro Polifonico Crypta Canonicorum ha partecipato a numerose rassegne e concorsi regionali, nazionali e internazionali. I riconoscimenti più importanti ottenuti sono: il 1° premio al XVII° Concorso nazionale (1999) di Quartiano di Mulazzano; il 2° premio nella categoria “madrigale” al V° Concorso Corale Internazionale di Riva del Garda (1998); il 2° premio nella categoria “gruppi vocali” e il 3° in quella “cori a voci miste” al IV° Concorso Nazionale (1997) di polifonia profana di Marano Vicentino; il 3° premio al XV° Concorso nazionale (1997) di Quartiano di Mulazzano (LO). Ha vinto per tre volte consecutive il premio A.R.Co.M., assegnato dalla commissione artistica dell’Associazione Regionale Cori Marchigiani. Dal 1998 organizza la manifestazione “I Luoghi del Canto Gregoriano nella Marca di Fermo”.

Emiliano Finucci, diplomatosi in Viola, in Musica Corale e Direzione di Coro, in Composizione Polifonica Vocale e in Composizione, ha conseguito il compimento inferiore di Canto come sopranista presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma. Dedito allo studio della musica antica si è perfezionato sia in Italia sia in Francia presso la Fondazione Royaumont. Dal 1993 è direttore del coro “Crypta Canonicorum” di Grottazzolina (FM). Ha pubblicato la trascrizione in notazione moderna delle «Canzon Napolitane» del compositore ed editore marchigiano Giulio Bonagiunta da San Ginesio nel libro «Giulio Bonagiunta da San Genesi. Il suo tempo, la sua musica» (giugno 2003) e nel 2005 ne ha inciso il disco. Dal 2002 fa parte, come cantante e viellista, dell’Ensemble “Aquila Altera” di L’Aquila. Si è esibito, come tenore e controtenore, anche in Francia con l’Ensemble “Da Lontano” con sede in Parigi.

 

CORONA DELLA MORTE

“Svelto ha di morte invido colpo e fero”  di Claudio Merulo (1533-1604)
“Arbor Vittorioso e trionfale” di Andrea Gabrieli (1510-1586)
“Virtù, che in pochi il ciel sì largo aduna” di Cesare Schieti (ca. 1530-1600)
“Mirabil arte e peregrino ingegno” di Michele Comis (sex. XVI)
“Queste fur le tue doti, alma gentile” di Adriano Anville (sex. XVI)
“Or che spoglie ha di te l’invido sole” di Francesco Ariani (1539-1575)
“Icaro incauto, sconsolato e mesto” di Eliseo Ghibellini (?-1581 ca.)
“Ogni strazio mi fia dolce, morendo” di Vincenzo Bell'haver (ca. 1540-1587)
“S’aiuto in van dal ciel mai non si spera” di Vittorio Raimondo (sex. XVI)

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Canto: Annarita Finucci. Alto: Emiliano Finucci. Quinto: Mauro Navarri. Tenore: Marco Castellucci. Basso: Riccardo Verdecchia.
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Qui sotto si possono ascoltare le registrazioni dei nove madrigali eseguiti quella sera (registrazione e pubblicazione a cura di Sergio Fuccchi © 2007)

 

 


Articolo tratto da Cronache Maceratesi del 18 maggio 2016 sulla presentazione ufficiale delle manifestazioni per le celebrazioni del 450esimo della morte di Annibale Caro a Civitanova Marche

 

Articolo tratto da CivitanovaLive.it del 18 maggio 2016 sulla presentazione ufficiale delle manifestazioni per le celebrazioni del 450esimo della morte di Annibale Caro a Civitanova Marche

 


 

 

Programma delle manifestazioni per le celebrazioni del 450esimo della morte di Annibale Caro a Civitanova Marche

 

 


 

ANNIBAL CARO A NAPOLI
di Gianfranco Romagnoli

Nella mia rassegna di marchigiani illustri che hanno avuto significativi rapporti con il Regno del Sud nelle sue varie espressioni storiche, non posso certo trascurare un grande letterato del Cinquecento, Annibal Caro, il cui nome ci è noto dai banchi di scuola, se non altro per la traduzione dell’Eneide con la quale ci siamo cimentati nei nostri studi.

Annibal Caro nasce a Civitanova Marche nel 1507 da una agiata famiglia borghese, e riceve la prima formazione umanistica da Rodolfo Iracinto, letterato marchigiano nativo di Monterubbiano, detto Il Teramano per aver soggiornato a  Teramo.

Entra in rapporto con Monsignor Gaddi nel 1525 come precettore di Lorenzo Lenzi, nipote del prelato, e segue il suo mentore dapprima a Firenze, poi a Roma ove entra nell’Accademia dei Vignaioli e, nel 1533, a Napoli.
Nella città partenopea, già allora vivo centro culturale, conosce l’illustre letterato Bernardo Tasso (ancor oggi noto per essere stato il padre del grande poeta Torquato, nonché autore del più lungo poema della letteratura italiana) ed il poeta di ispirazione petrarchesca e premarinista Luigi Tansillo. A Napoli ha modo di incontrarsi anche con il grande filosofo rinascimentale calabrese Bernardino Telesio.

Conosce anche lo scrittore spagnolo residente a Napoli Juan de Valdés, un filoerasmiano in odore di eresia, e stringe saldi rapporti con il circolo intellettuale detto Valdesiano, fondato dallo stesso Valdés nella sua abitazione partenopea e che Donna Giulia Gonzaga accoglie nella piccola corte che ha creato nel castello di Fondi: ne fanno parte, tra gli altri, Caterina Cybo, Vittoria Colonna, Francesco Berni, Sebastiano del Piombo. A Giulia Gonzaga è rivolta una lettera, pubblicata in Lettere scelte di Annibal Caro, Oratorio di San Francesco de Sales, 1873. Nel volume Lettere familiari del commendatore [dell’Ordine di Malta] Annibal Caro troviamo anche una lettera a N. Ravaschiero, generale Zecchiero del Regno di Napoli, più volte richiamato anche nella sua corrispondenza con altre persone.

Invero, nel suo copioso epistolario può vedersi come il Caro non abbia mai dimenticato Napoli e le amicizie che vi strinse: così ad esempio, in una lettera datata Roma, 5 gennaio 1549 indirizzata a Gerolamo Ruscelli, traduttore e commentatore della Geografia di Tolomeo, vediamo richiamati con affetto i nomi di M. Bino; di Giacomo Antonio Frescaruolo “dal quale ricevei in Napoli molte amorevolezze”; della Marchesa del Vasto; di Isabella Marriche e di Lionardo Cardona.

Annibal Caro, tuttavia, non tornerà più a Napoli: stabilitosi a Roma al servizio del Cardinale Alessandro Farnese e ricolmo di fama e di onori, vi morì  nel 1566. 

 

Annibal Caro in un ritratto conservato presso la Pinacoteca Comunale di Civitanova Marche

 

 


(Modulo di iscrizione al Centro Studi Cariani di Civitanova Marche)


 

 

 

 

Gli Atti della seconda giornata di studi del Convegno “Annibal Caro a Cinquecento Anni dalla Nascita” possono essere consultati presso queste Biblioteche nazionali.

Copertina degli Atti della Seconda Giornata di Studi del Convegno: Annibal Caro a Cinquecento Anni dalla Nascita 

 


 

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